In questa sezione vengono pubblicati approfondimenti, aggiornamenti giuridici e riflessioni relative a temi e procedimenti affrontati dallo Studio, nel rispetto del segreto professionale e della normativa deontologica.
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📍 Tribunale di Verona
📅 27 maggio 2026
Procedimento penale per reati fiscali e tributari e diritto di difesa: l’importanza della corretta notifica al difensore di fiducia
⚖️ Nella giornata odierna presso il Tribunale di Verona mi sono occupata di un procedimento penale particolarmente delicato in materia di reati tributari e fiscali, riguardante contestazioni relative all’utilizzo di crediti d’imposta ritenuti inesistenti e all’emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Si tratta di procedimenti complessi, caratterizzati da profili tecnici molto rilevanti e da possibili conseguenze estremamente gravose per le persone coinvolte.
Nel corso dell’udienza, la difesa si è concentrata in particolare sulla tutela di un principio fondamentale del processo penale: il diritto di difesa dell’imputato.
È stata infatti eccepita la mancata notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari al difensore di fiducia regolarmente nominato, nonostante la nomina fosse già presente agli atti del procedimento.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari rappresenta un momento essenziale del procedimento penale, poiché consente alla persona sottoposta alle indagini ed al proprio difensore di esercitare pienamente i diritti difensivi previsti dalla legge.
La mancata notifica di tale atto al difensore di fiducia regolarmente nominato comporta una grave compressione del diritto di difesa costituzionalmente garantito e può determinare rilevanti conseguenze processuali.
Anche nei procedimenti più complessi e tecnici, il rispetto delle garanzie difensive rappresenta un principio imprescindibile.
Affidamento dei figli minori e ruolo della CTU: l’importanza di un accertamento imparziale nei procedimenti più delicati
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📅 26 maggio 2026
presso il Tribunale di Genova mi sono occupata di un procedimento particolarmente delicato in materia di affidamento di figli minori, nell’ambito del quale è emersa ancora una volta l’importanza della CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio) nei casi familiari più complessi.
Quando nei procedimenti che coinvolgono minori intervengono più servizi, enti territorialmente competenti e figure professionali differenti, diventa fondamentale che ogni valutazione venga svolta attraverso strumenti capaci di garantire equilibrio, approfondimento e pieno contraddittorio tra le parti.
Uno dei temi affrontati nel corso dell’udienza è stato proprio il ruolo della CTU, ossia quell’accertamento disposto dal Tribunale ed affidato ad un professionista terzo e imparziale nominato dal giudice.
La consulenza tecnica d’ufficio non ha la funzione di sostituire il lavoro dei servizi sociali o delle altre strutture coinvolte, ma rappresenta uno strumento processuale particolarmente importante quando è necessario approfondire dinamiche familiari, relazionali o eventuali fragilità genitoriali, sempre nell’esclusivo interesse del minore.
L’accertamento demandato ad un CTU presenta infatti specifiche garanzie proprie dello strumento peritale processuale, tra cui:
✔️ la terzietà del consulente nominato dal Tribunale;
✔️ il pieno contraddittorio tra le parti;
✔️ la possibilità per ciascun genitore di nominare propri consulenti tecnici di parte;
✔️ la facoltà di formulare osservazioni e interloquire sulle metodologie utilizzate e sulle conclusioni raggiunte.
In procedimenti che incidono profondamente sulla vita dei bambini, ogni decisione deve essere affrontata con il massimo rigore, equilibrio e attenzione, affinché la tutela del minore resti sempre il vero centro del procedimento.
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito che l’infedeltà coniugale non determina automaticamente l’addebito della separazione.
Molto spesso si ritiene che il tradimento di uno dei coniugi comporti automaticamente l’addebito della separazione. In realtà non è sempre così.
Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, la violazione dell’obbligo di fedeltà previsto dall’art. 143 c.c. può determinare l’addebito della separazione solo se si dimostra che l’infedeltà è stata la causa della crisi coniugale.
Se invece la convivenza era già compromessa e la crisi matrimoniale era già in atto prima della relazione extraconiugale, il giudice può escludere l’addebito.
Ogni situazione deve quindi essere valutata concretamente alla luce della storia della coppia e delle prove disponibili.
Mi capita spesso di constatare che molti enti sportivi non si siano ancora adeguati alla normativa sul safeguarding introdotta dalla recente riforma dello sport.
La normativa prevede infatti specifici obblighi per le associazioni e società sportive finalizzati a prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei tesserati, con particolare attenzione alla tutela dei minori.
Tra gli adempimenti richiesti vi sono l’adozione di modelli organizzativi e di controllo, la predisposizione di codici di condotta e la nomina del Responsabile Safeguarding.
L’adeguamento a tali obblighi rappresenta non solo un adempimento normativo, ma anche uno strumento fondamentale per garantire un ambiente sportivo sicuro e rispettoso dei diritti di tutti i partecipanti.
Accade sempre più spesso di incontrare persone che si trovano coinvolte in vicende di diffamazione legate ai social network.
Molti ritengono infatti che scrivere un commento offensivo su internet sia solo uno sfogo o un’opinione personale, senza conseguenze giuridiche.
In realtà, quando un’espressione offensiva viene pubblicata su una piattaforma online ed è visibile a più persone, può integrare il reato di diffamazione previsto dall’art. 595 del Codice Penale.
La Giurisprudenza ha più volte chiarito che i social network rappresentano un mezzo di comunicazione idoneo a raggiungere un numero potenzialmente elevato di persone. Proprio per questo motivo, le offese pubblicate online possono configurare la forma aggravata del reato.
È quindi importante prestare attenzione ai contenuti che vengono pubblicati in rete, poiché anche un semplice commento può avere conseguenze rilevanti sotto il profilo penale.
Mi capita frequentemente che i lavoratori chiedano se sia possibile registrare una conversazione con il proprio datore di lavoro o con i colleghi, soprattutto quando temono di subire comportamenti scorretti o vogliono documentare determinate situazioni.
La giurisprudenza ha chiarito che la registrazione di una conversazione è generalmente lecita quando viene effettuata da una persona che partecipa alla conversazione stessa. In questi casi, infatti, non si tratta di intercettazione illecita ma della semplice memorizzazione di un dialogo al quale il soggetto è presente.
Tali registrazioni possono, in determinate circostanze, essere utilizzate anche in sede giudiziaria come mezzo di prova, ad esempio nell’ambito di controversie di lavoro.
Naturalmente ogni situazione deve essere valutata caso per caso, anche alla luce della normativa in materia di tutela della riservatezza e delle concrete modalità con cui la registrazione viene effettuata.
Le clausole HSE sono clausole contrattuali che disciplinano gli obblighi delle parti in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro e di protezione dell’ambiente. Tali previsioni sono sempre più frequenti nei contratti di appalto, di fornitura e nei rapporti tra imprese, con l’obiettivo di garantire che tutte le attività vengano svolte nel rispetto della normativa vigente e degli standard di sicurezza.
Le clausole HSE possono prevedere, ad esempio, specifici obblighi di formazione del personale, il rispetto di procedure di sicurezza, l’utilizzo di determinati dispositivi di protezione o la possibilità di sospendere l’attività in caso di violazioni delle norme di sicurezza.
L’inserimento di tali condizioni nei contratti rappresenta quindi uno strumento fondamentale per prevenire rischi, tutelare i lavoratori e definire con maggiore chiarezza le responsabilità delle parti coinvolte.
SPUNTI PER LE SCUOLE:
Per la Scuola e per i Docenti:
Responsabilità della scuola per gli infortuni degli studenti: cosa dice la legge
Capita frequentemente che i genitori si chiedano quali siano le responsabilità della scuola quando uno studente subisce un infortunio durante l’orario scolastico.
La Giurisprudenza ha più volte affermato che l’istituto scolastico ha un obbligo di vigilanza nei confronti degli studenti per tutto il tempo in cui essi si trovano sotto la sua custodia, quindi non solo durante le lezioni ma anche nei momenti di ricreazione, negli spostamenti all’interno dell’edificio scolastico e durante le attività organizzate dalla scuola.
In caso di infortunio, la scuola può essere chiamata a rispondere dei danni subiti dallo studente qualora non riesca a dimostrare di avere adottato tutte le misure organizzative e di vigilanza idonee a prevenire il fatto.
Si tratta di una materia particolarmente delicata, che richiede una valutazione attenta delle circostanze concrete in cui si è verificato l’evento.
Per gli studenti:
Sport sicuro: diritti, rispetto e tutela dei giovani atleti
Lo sport rappresenta per molti giovani uno spazio fondamentale di crescita, di relazione e di scoperta delle proprie capacità. Attraverso l’attività sportiva gli studenti imparano il valore dell’impegno, della collaborazione e del rispetto delle regole.
Il progetto intende accompagnare gli studenti in una riflessione sul significato più profondo dello sport, evidenziando come la pratica sportiva debba svolgersi in un ambiente sano, sicuro e rispettoso della dignità di tutti. Nel corso degli incontri verranno affrontati temi quali il rispetto tra compagni di squadra e avversari, il ruolo educativo degli allenatori e degli adulti di riferimento, la tutela dei giovani atleti e l’importanza di prevenire comportamenti scorretti, discriminazioni o situazioni di abuso.
Attraverso esempi concreti e momenti di confronto con gli studenti, il progetto mira a far comprendere che lo sport non è solo competizione e risultato, ma anche responsabilità, rispetto reciproco e tutela dei diritti di ogni persona che vi partecipa.
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